SU “IL ROMA” IL MIO PUNTO SU COME LA NOSTRA REGIONE HA AFFRONTATO L’EMERGENZA CORONAVIRUS

0
624

Da “Il Roma” del 30 Maggio 2020

Dopo aver perso molte battaglie lasciando sul campo oltre 30 mila morti, forse stiamo vincendo la guerra. Scrivo forse, perché questa emergenza mondiale non è comunque finita. Il coronavirus infatti è un nemico subdolo, invisibile. E sappiamo molto bene che lo uccideremo solo quando sarà trovato un vaccino. Quindi dobbiamo restare in allerta. Dobbiamo agire ancora con cautela. Questa infatti è una emergenza nuova che coinvolge, seppure con gradazioni e tempistiche diverse, l’intero pianeta e che finora abbiamo affrontato mettendo in campo – come Paese e come Regione Campania – tutte le risorse, politiche e umane, di cui eravamo in possesso. In particolare nella Regione Campania le disposizioni di sicurezza sanitaria per contenere la diffusione del Covid-19 sono state, nella stragrande maggioranza dei casi, rispettate. Questo è un primo vanto. D’altra parte se con queste misure non avessimo ‘anticipato’ il rischio potevamo ritrovarci con un contagio talmente diffuso da non poter essere più gestito dal nostro servizio sanitario regionale e ciò avrebbe creato una situazione gravissima. E’ bene ricordare a tal proposito che sulla sanità, la Campania solo nel dicembre scorso dopo anni di commissariamento – dovuto all’incapacità gestionale delle precedenti giunte regionali – ha riacquistato la propria sovranità. Ad ogni modo la professionalità e l’abnegazione dei nostri medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario in prima linea contro il coronavirus e letteralmente in trincea per salvarci la vita, ha dato lustro a tutta la sanità campana e deve renderci fieri. Insieme a loro non possiamo dimenticare quella “intuizione scientifica” di assoluta eccellenza rappresentata dall’utilizzo di terapie innovative – grazie a Paolo Ascierto e Vincenzo Montesarchio – che sono risultate efficaci nella lotta alla progressione del virus, determinando, in molti casi, miglioramenti sostanziali nei pazienti colpiti dal Covid-19. Poi, mi sembra giusto menzionare l’ospedale Cotugno considerato a livello internazionale una vera eccellenza nel contrasto al coronavirus. Sottolineo che a livello nazionale, si è percepito lo stupore di quanto la Campania riuscisse a fare in questo settore vista l’emergenza. Tanti luoghi comuni sui meridionali e sui napoletani sono stati sconfessati. Forse qualcuno c’è rimasto male.
Sotto il profilo istituzionale, la nostra regione guidata dal presidente De Luca ha preso poi di petto il “nemico” non dandogli mai tregua. Le ordinanze regionali sono state sempre tempestive, puntuali e incisive, anticipando in molti casi anche le disposizioni del governo. Per esempio sulla mancanza di mascherine protettive su tutto il territorio nazionale – una situazione drammatica da Nord a Sud – la nostra Regione le ha prima inviate a tutti i suoi cittadini e solo dopo ha stabilito l’obbligo di indossarle in tutti i luoghi pubblici una volta partita la Fase 2. Ed ancora, le ordinanze della Regione Campania per la ripartenza di tutte le attività economiche e i relativi protocolli di sicurezza permettono alle piccole e medie imprese di poter riprendere con precisione e sicurezza il proprio ciclo di lavoro e produttivo. Certo, con cautela e adottando le dovute precauzioni; ma solo perché non possiamo vanificare il sacrificio di tutti con decisioni affrettate e deleterie. Infine è giusto ricordare che la Campania è la regione d’Italia al primo posto per gli aiuti di sostegno all’economia per la pandemia da coronavirus con quasi un miliardo di euro stanziati, permettendo a famiglie, professionisti, commercio e imprese di usufruire di un aiuto economico concreto e ripartire con le attività.
Al netto di ogni considerazione di carattere campanilistico, credo che tutti i campani siano orgogliosi di come sia stata finora affrontata l’emergenza nella nostra Regione, che ha rappresentato un modello da prendere a riferimento, così più volte come citato da giornali e televisioni anche a livello internazionale.
Poi non posso non ricordare anche le tante associazioni di volontariato che hanno svolto un ruolo fondamentale in questo periodo di emergenza nazionale. E’ stato proprio l’intervento operoso e silenzioso del volontariato a fornire tempestive risposte concrete che ha contenuto i primi gravissimi danni sociali generati da questa apocalisse pandemica. In questo contesto il volontariato della Protezione Civile Regione Campania non è rimasto inerte! I suoi volontari – di cui mi onoro di essere il presidente del Comitato Regionale – hanno attivato i Centri Operativi Comunali i quali, in collegamento costante con la sala operativa regionale, hanno operato sui loro rispettivi territori di competenza nella loro funzione di assistenza e aiuto ai cittadini delle comunità locali. Ai volontari deve essere tributata la giusta riconoscenza da tutti noi. Essi sono e rappresentano la concreta manifestazione della nostra migliore “cultura nazionale”. Ossia, quella dell’Italia e del popolo meridionale che si rimbocca le maniche per aiutare chi ha più bisogno, senza aspettarsi né clamori, né ricompense; ma solo la soddisfazione di essere stati utili in una situazione di emergenza.
E’ giusto menzionare poi anche le categoria dei negozi alimentari e supermercati, delle farmacie e quella degli autotrasportatori. Insieme, e durante tutta la fase di criticità emergenziale, queste categorie non hanno mai abbandonato il campo. A rischio della loro vita ci hanno permesso di disporre di medicinali e quotidianamente dei generi di prima necessità sulle nostre tavole. A tal proposito la riapertura dei mercati alimentari rionali di cui ho sostenuto la causa è stato un ulteriore passo verso il ritorno alla normalità che i cittadini campani hanno meritato tenuto conto di come hanno affrontato la Fase 1.
Per contrastare poi questo nemico in Campania è stato richiesto e messo in campo l’Esercito, da me invocato in più circostanze. La presenza delle Forze Armate è stata discreta e silenziosa e insieme alle forze dell’ordine sono stati fondamentali per garantire che l’emergenza nazionale dovuta alla pandemia non diventasse un’isteria collettiva.
Certo come Paese non siamo stati perfetti. C’è stata una overdose di virologi, infettivologi, epidemiologi e psicologi specie sulle reti televisive e spesso in contraddizione tra loro. C’è stata anche una caduta di stile – come ho scritto sopra – di volti noti del giornalismo, dello spettacolo e della politica, che hanno parlato in tv della lotta al coronavirus utilizzando la contrapposizione Nord – Sud e deridendo il meridione e i meridionali. E ci sono stati talvolta provvedimenti del governo ‘sibillini’ o al contrario ‘monstre’ per volume ed articolazione normativa.

Venendo alla nostra regione, negli ultimi giorni c’è stato infine chi – preso da crisi di visibilità e ricoprendo ruoli istituzionali – ha fatto dichiarazioni lassiste sulla movida minando scriteriatamente nei cittadini il rispetto delle regole fondamentali della Fase 2, quali la distanza di sicurezza, il divieto di assembramento, l’obbligo delle mascherine, la percezione che non siamo per niente tornati alla normalità. E abbiamo anche visto chi ha fatto in ambito regionale addirittura dichiarazioni strumentali e meschine in funzione di mera campagna elettorale. Su queste cose nulla mi pare cambiato, purtroppo rispetto a prima della pandemia. E’ un classico, piuttosto che unirsi nell’emergenza o quantomeno provare a fornire un piccolo, proprio contributo, ci si preoccupa di denigrare l’operato di chi invece ha dato l’anima per superare difficoltà sanitarie, sociali ed economiche. Anche questo fa parte della storia di questa emergenza.
Per concludere, scrivevo all’inizio che stiamo vincendo questa guerra. Ma non l’abbiamo ancora vinta. Fino a quando non sarà trovato un vaccino, quindi dobbiamo capire che è necessario cambiare le nostre abitudini di vita. Dobbiamo farlo per il bene di tutti. Dobbiamo abituarci ad una prospettiva di alcuni mesi con più qualità e meno quantità. Tutti insieme, sono sicuro, ce la possiamo fare. Possiamo riprendere in mano la nostra vita. Facciamo quindi un ultimo sforzo, teniamoci idealmente per mano e proseguiamo tutti insieme il cammino verso il futuro.

Carmine DE PASCALE

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here