Intervista del 22 marzo 2019

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Di seguito l’intervista rilasciata al portale expartibus alla giornalista Maria Filomena Cirillo.
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Oggi vi propongo un’intervista, molto interessante, di una persona di grande spessore umano e spirituale, al di là della sua grande professionalità e dedizione al servizio dei cittadini. Il nostro incontro è avvenuto per caso, alla presentazione del libro ‘Shoah – La cintura del Male’ dello scrittore Masullo Antonio, presso il Circolo Ufficiali della Marina di Napoli, ed è poi culminato in questa intervista.

Mi riferisco al Generale d’Armata Carmine De Pascale, attualmente Consigliere Regionale della Campania, Presidente del Comitato Regionale del Volontariato di Protezione Civile della Campania.

Generale ci può dire qualcosa del suo operato? So che è impegnato in diverse iniziative sociali e che è stato promotore di alcune leggi importanti.

Sì, sono impegnato in varie iniziative ed anche nell’attività consiliare di elaborazione di leggi, ho realizzato diversi atti normativi che trattano materie di interesse sociale. Ne cito qualcuna, come quello che riguarda il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, approvato dall’unanimità consiliare, e che sto portando personalmente nelle scuole, attraverso un dialogo interattivo tra me, insegnanti e studenti, ottenendo grande consenso.

Attraverso i miei interventi, cerco di spiegare bene questi fenomeni al fine di studiarli, sotto varie sfaccettature e trovare insieme una soluzione idonea a contrastarli per correre ai ripari. Viviamo in una società già di per sé violenta. In effetti l’uomo porta già dentro di sé la violenza. Basti pensare alle vicende storiche che sono elencazioni di guerre succedutesi in tanti periodi diversi.

Il bullismo è un atto di sopraffazione ad opera di ragazzi, o anche adulti, su persone più fragili. Lo troviamo in tanti contest, nella scuola, nelle caserme, nei collegi; oggi con internet esiste anche il cyberbullismo, che è ancora più sottile perché tenta a colpire la fragilità delle persone, nascondendosi nel web. Da un recente rapporto della Polizia di Stato si è rilevata un’alta percentuale di ragazzi al di sotto dei nove anni di età che sono stati oggetto di bullismo online.
Questo dato allora dovrebbe farci riflettere, perché vuol dire che i nostri figli sono lasciati troppo spesso e per tanto tempo davanti un computer, esposti ai pericoli di internet.

Infatti, l’uso indiscriminato di questi sistemi informatici, anche da parte di bambini, associato alla distrazione dei genitori, perché impegnati tra lavoro ed altre cose, ne aumenta il rischio di esposizione, visto che restano senza tutela.
Che proposta supporto esiste?

A livello nazionale, solo recentemente, è stata approvata una legge che riguarda il cyberbullismo, che permette la rimozione online di messaggi offensivi, ricorrendo al garante della privacy. Però non esiste un dispositivo che tuteli in maniera decisa questo fenomeno. Ho deciso di colmare questo vuoto a livello Regionale, prima affermando che tutti dobbiamo avere rispetto per gli altri a prescindere dall’orientamento sessuale, del colore della pelle, religioso e di lingua. Tutti hanno il diritto di vivere la propria vita nella maniera più consona.

Per questo motivo abbiamo previsto dei corsi formativi ed informativi per il personale scolastico, per i ragazzi vittime, per gli spettatori che spesso ridono e danno più forza al bullo e per quest’ultimo, che spesso è da curare e si rivela essere anche il più fragile.
Si è potuto constatare che se un ragazzo violento non viene rieducato, ha molte probabilità di diventare un delinquente.

Questi corsi formativi si basano anche sulla Peer Education, che sarebbe un’educazione tra pari; ragazzi che formano altri ragazzi. Abbiamo previsto anche un patrocinio gratuito nei casi di un processo di vittime di bullismo e abbiamo stabilito una settimana regionale contro il bullismo, intorno al 7 febbraio, che è la giornata nazionale.

In Regione si è previsto anche un comitato per monitorare il fenomeno e vedere se le misure adottate sono efficaci ed un fondo da destinare ai Comuni, Enti Scolastici ed Associazioni per contrastare questo fenomeno.
Lei si è interessato anche al problema del femminicidio, vero?

Sì, in Regione abbiamo stabilito 39 centri Antiviolenza, dove una serie di specialisti, in gran parte psicologi, sono pronti all’ascolto e ad aiutare le donne vittime di violenza. Spesso questi abusi restano chiusi in famiglia, dove si tende a minimizzare il problema, fino a quando diventa più grave, portando al femminicidio, appunto, che non è altro che un omicidio di una donna da parte di un uomo.

A volte, anche gli operatori della Polizia, non sono preparati per tali tematiche e tendono anch’essi a sottovalutare la gravità della situazione. Questo non deve accadere. Dobbiamo principalmente salvaguardare la vita umana, l’integrità fisica delle persone più deboli.
Ci può indicare come una donna può trovare questi centri di accoglienza?

Certo, può collegarsi al sito della Regione Campania, “Amiche per la rete”, dove trova tutte le Informazioni, compresi i numeri di telefono a cui rivolgersi.
È un’iniziativa molto interessante e di grande aiuto per questo grave problema. So che lei ha anche istituito un premio speciale appena entrato in Consiglio Regionale.

Sì, è stata la prima legge che ho promosso; ho stabilito un riconoscimento per i Carabinieri e per i militari che si distinguono nella lotta al crimine organizzato, sul territorio campano. Siamo già alla quarta edizione; annualmente ne vengono insigniti i militari segnalati dai comandi per atti di coraggio.

Si tratta del Premio Nassiriya, in memoria dei 19 italiani che morirono nel grave attentato del 12 novembre 2013; tre di questi erano proprio della nostra regione. L’iniziativa ha il significato di un’unione tra chi ha sacrificato la propria vita al servizio della Patria e chi si distingue per la sua dedizione ed alto senso del dovere nel servizio quotidiano sul territorio nazionale.

Vorrei ricordare anche, a tal proposito, un fondo destinato ai figli delle vittime della camorra, a quelle persone che si sono trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato e sono state colpiti da proiettili vaganti. La finalità è quella di aiutarli nella istruzione scolastica.
So che ha appena avuto un incontro importante in Regione per la proposta di una nuova legge. Me ne dà un’anteprima?

Le do questa notizia in esclusiva. Un’ora fa (verso le 14:00 di venerdì 22 marzo, ndr) in Consiglio Regionale è stata approvata all’unanimità la legge che ho proposto sul benessere degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo.

È un provvedimento che mira a difendere i diritti degli animali, che in tante famiglie sono parti integranti; molto spesso hanno un alto valore di considerazione; con questo provvedimento ho voluto tutelarli e prevedere delle precise competenze responsabilità dei vari organi istituzionali, sia della Regione che dei Comuni e delle ASL, ma anche dei proprietari degli animali; ognuno deve conoscere i propri compiti e responsabilità.

Ho voluto, poi, perseguire il principio che l’animale domestico deve stare con le persone ed il canile deve essere l’ultima spiaggia. E, se fosse inevitabile, starci il meno possibile; deve essere prima curato, vaccinato e sterilizzato e poi arrivare all’affidamento. Se questo non avviene, dovrebbero essere rimessi nel territorio, perché esistono cani liberi ed accuditi dalla popolazione. Devono essere cani curati, sterilizzati, non pericolosi e vivere sotto la diretta responsabilità dei Sindaci che se ne fanno carico. Sul territorio dobbiamo stabilire una giusta convivenza tra persone ed animali.

Per quanto riguarda i possessori di cani di razze particolari, come i pitbull, rottweiler ed altri, devono iscrivere i cani in registri speciali; qualora si rivelassero pericolosi dovranno essere sottoposti a trattamenti educativi e portati in pubblico con museruola per misure protettive di sicurezza. Abbiamo anche stabilito delle caratteristiche indicative dei canili, come le dimensioni o il riscaldamento. Una cosa particolare è l’istituzione del registro dei tumori animali, dove andranno riportati i casi di questa patologia che faranno poi da sentinella e messi in rapporto con la lista tumori umani. Questo ci consentirà di rilevare dei dati importanti di studio ai fini della lotta contro il cancro.
Sarà, inoltre istituito un numero verde H24 per i cani vaganti feriti, a cui qualsiasi cittadino può rivolgersi per segnalarne la presenza.

Questa legge entrerà in vigore appena sarà pubblicata sul bollettino della Regione Campania. Naturalmente saranno previste sanzioni per ASL, Comuni e proprietari di animali che non si attengono alle regole.

Infine, abbiamo stabilito in quali negozi è prevista l’entrata degli animali e in quali non è prevista, e la realizzazione di aree di verdi di sgambamento degli animali da parte dei Comuni.
Da questa intervista così importante e ricca di notizie, posso solo dire che tutte le leggi che lei ha proposto, e che il Consiglio ha accettato, sono fatte soprattutto col cuore; posso definirla un Generale di bontà?

Il mio scopo è essere al servizio dei cittadini e fare le cose in modo giusto e per il bene della collettività; di rendere questo territorio sempre più vivibile, perché è quello che dobbiamo lasciare ai nostri figli, così come i nostri genitori lo hanno lasciato a noi. Se lo restituiamo peggio di come lo abbiamo ricevuto in prestito, allora abbiamo fallito nella missione di vita!
Su queste parole che sono bellissime e profetiche, ho salutato il Generale De Pascale con un ringraziamento per aver contribuito a migliorare questa Regione con proposte di leggi innovative e, oserei dire, rivoluzionarie e per le dichiarazioni in anteprima sulla nuova legge. Ma, soprattutto, ci lasciamo con l’impegno di rivederci per nuove iniziative.

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